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Terapia del Linfedema: cura del linfedema a Roma

Il linfedema è una patologia cronica e invalidante, a carattere evolutivo, caratterizzata da un rallentamento o blocco della circolazione linfatica a carico dell’arto superiore e/o inferiore (sebbene spesso colpisca anche altre regioni del corpo come volto, addome o genitali).

Si manifesta generalmente con un gonfiore localizzato all’arto colpito, talvolta associato a deficit funzionale.

Terapia del Linfedema a Roma
Terapia del Linfedema a Roma
Terapia del Linfedema a Roma

Terapia del Linfedema: in cosa consiste

La Terapia del Linfedema è un approccio fisioterapico al paziente affetto da linfedema primario o secondario, attraverso programmi terapeutici specifici creati in base all’entità dell’edema e alle esigenze del paziente.

Le cause di questa malattia possono essere varie:

La Terapia del Linfedema è un insieme di trattamenti mirati a ridurre l’edema e il gonfiore e migliorare la funzionalità e la mobilità dell’arto, favorendo il drenaggio linfatico ed evitando così il peggioramento delle condizioni cliniche del paziente.

  • – Alterazioni congenite del sistema linfatico
  • – Chemioterapia
  • – Interventi chirurgici
  • – Traumi
  • – Infezioni
  • – Altro

Il linfedema primario è su base congenita: è dovuto a una malformazione dei vasi linfatici e dei linfonodi congenita. Può manifestarsi alla nascita o in età adulta.

Il linfedema secondario invece può insorgere in seguito a interventi chirurgici per patologia tumorale (soprattutto dopo il trattamento di un melanoma o un tumore della mammella, della prostata o dell’utero) oppure in seguito a un ciclo di radioterapie o chemioterapia oppure a causa di infezioni.

Lo scopo della Terapia del Linfedema non è quello di eliminare la patologia, bensì quello di alleviare i sintomi della stessa, riportando il paziente ad una buona qualità della vita e all’autosufficienza motoria.

La terapia, dunque, non risolve la causa della patologia (ossia un danneggiamento al sistema linfatico) ma agisce sui sintomi principali ossia l’accumulo anomalo di linfa di una regione del corpo.

Il Linfedema (sia primario che secondario) si tratta con:

  •  

    • – Drenaggio linfatico manuale: attraverso questo massaggio manuale, il sistema linfatico viene stimolato con conseguente riduzione del gonfiore e dell’edema.
    • – Bendaggio multicomponente
    • – Onde d’urto
    • – Pressoterapia sequenziale
    • – Esercizio attivo con il bendaggio
    • – Educazione del paziente all’autogestione del linfedema: è importante saper istruire il paziente ad autocurarsi perché la patologia è cronica e va sempre tenuta sotto controllo.

Chi cura il Linfedema (trattamento del Linfedema)

Il trattamento del linfedema è affidato a fisioterapisti specializzati, sotto la supervisione di un medico linfologo.

Il compito del terapista è creare un protocollo riabilitativo ad hoc per ogni singolo paziente: il trattamento terapeutico non è standard ma viene personalizzato sul paziente, a seconda della gravità della malattia e della stabilità della condizione clinica generale.

Il paziente deve essere correttamente informato sulla sua condizione, accettando che la cura del linfedema deve essere eseguita con costanza, diligenza e collaborazione per ottenere i migliori risultati possibili.

Pur essendo una patologia molto più diffusa di quanto si creda, i sintomi variano da persona a persona così come la risposta al trattamento.

Per questo motivo è molto importante affidarsi a cliniche e centri con team di fisioterapisti altamente specializzati, in grado di trattare adeguatamente la problematica.

Linfedema e Fisioterapia

Come avrai potuto capire, la fisioterapia è fondamentale per evitare che il linfedema peggiori e si trasformi in un problema totalmente invalidante.

Grazie a tecniche manuali di fisioterapia e talvolta anche di osteopatia è possibile favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso per ridurre la sintomatologia.

Il linfodrenaggio noto anche come drenaggio linfatico manuale, è un particolare tipo di massaggio utilizzato dal fisioterapista per attivare la circolazione linfatica ed evitare ristagni di liquidi.

Esistono diverse tecniche che hanno lo scopo di ridurre l’edema.

Spesso il fisioterapista tende a utilizzare due o più tecniche contemporaneamente (tra quelle sopracitate) per migliorare il drenaggio linfatico ed è in questo caso che si parla di terapia decongestiva “complessa”. Quest’ultima prevede due fasi:

Prima fase: ha come obiettivo la riduzione del volume della regione colpita. Prevede il linfodrenaggio manuale associato alla terapia compressiva con il bendaggio che aiuta ad allontanare i fluidi dall’arto interessato.  In questa fase (che dura dalle 2 alle 6 settimane a seconda dello stadio del linfedema) è fondamentale anche la cura delle pelle per prevenire lesioni ed infezioni.

Seconda fase: è la fase di mantenimento e ha l’obiettivo di mantenere i risultati raggiunti durante la prima fase.  Prevede l’utilizzo di tutori/indumenti compressivi e l’esercizio fisico che prevede esercizi muscolari specifici per migliorare il drenaggio della linfa e la mobilità delle articolazioni, oltre che per potenziare la forza muscolare, come anche alcuni esercizi respiratori.

Terapia del Linfedema: bendaggio elastocompressivo

Il bendaggio elastocompressivo detto anche multicomponente o multistrato è considerato la terapia gold standard per il linfedema, in quanto garantisce riduzioni di volume più rapide ed evidenti rispetto alle altre terapie conservative (linfodrenaggio, pressoterapia, ecc).

Questa tecnica prevede l’applicazione di diversi strati di bende offrendo una compressione dell’arto tale da determinare l’aumento del riassorbimento della linfa con conseguente riduzione dell’edema presente.

Si possono usare vari tipi di bende (a estensibilità corta, media, lunga , all’ossido di zinco, di cotone ecc) e vari materiali da sottobendaggio (tra cui uno strato protettivo di cotone per la cute), da scegliere in base alla sede e alla gravità dell’edema.

Nel momento in cui il bendaggio viene applicato sull’arto gonfio, va a formare una sorta di guscio rigido esterno: la contrazione muscolare crea una pressione al di sotto di questo guscio e i tessuti colpiti da edema, che si trovano tra i muscoli contratti e il guscio esterno, vengono compressi e “svuotati” dai liquidi che vengono indirizzati verso le strutture anatomiche vascolari.

Un bendaggio multicomponente eseguito correttamente non deve causare alcun dolore, né formicolio, né fastidio e deve essere pratico da indossare e consentire tutti i movimenti articolari.

Terapia del Linfedema