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Le onde d’urto rappresentano un’innovativa ed efficace terapia fisioterapica per il trattamento di molteplici disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico.

Sono particolari onde acustiche (impulsi sonori di natura meccanica), prodotte da appositi generatori, in grado di propagarsi nei tessuti in sequenza rapida e ripetuta.

Ma quali sono i benefici in caso di calcificazioni tendinee? Scopriamolo insieme.

Calcificazioni: cause e sintomi

La calcificazione è un anomalo deposito di sali di calcio (solitamente ossalato di calcio) all’interno di tessuti, in particolar modo tendini, articolazioni e fibre muscolari.

Concentrandoci sulle calcificazioni tendinee possiamo dire che le strutture maggiormente colpite sono il tendine d’Achille, la spalla, i tendini degli estensori dell’avambraccio (gomito), il calcagno.

Spesso le cause sono da ricercare in un processo infiammatorio sottovalutato e trascurato da molto tempo oppure nella predisposizione a depositare calcio nei tessuti (condizione nota come ipercalcemia).

Anche microtraumi ripetuti e sollecitazioni da sovraccarico possono determinare microlesioni da cui può generarsi poi una calcificazione tendinea o articolare.

Tra i sintomi abbiamo dolore alla palpazione o avvertito durante precisi movimenti, riduzione dell’elasticità, gonfiore, rossore, indebolimento e compromissione della mobilità.

Onde d’urto per curare le calcificazioni

La terapia con onde d’urto non viene applicata per “rompere” le calcificazioni di tendini, legamenti ed articolazioni, ma per ridurre l’infiammazione e la degenerazione tissutale, di cui la calcificazione può essere la conseguenza.

Ma in che modo agiscono?

Le onde d’urto riducono la consistenza della calcificazioni e al tempo stesso, inducono una vasodilatazione locale che consente una lenta e graduale “pulizia” della regione colpita.

Le cellule dei tessuti attraversati dalle onde d’urto sprigionano molecole di acqua, che innescano una serie di reazioni biochimiche che hanno effetto terapeutico.

In particolar modo accade che le onde d’urto provocano la produzione di sostanze ad azione antinfiammatoria e di fattori di crescita, che stimolano la rigenerazione dei tessuti stessi, a partire dalle cellule staminali.

Ovviamente bisogna fare una distinzione tra fase iniziale e avanzata della patologia: all’inizio infatti la calcificazione è più debole per cui l’azione meccanica delle onde d’urto ne facilita il riassorbimento; quando il gel si solidifica (calcificazione strutturata) la terapia risulta utile per ridurre l’infiammazione e il dolore delle zone circostanti.

Onde d’urto: cosa bisogna sapere

Come avrai capito le onde d’urto oltre ad avere un effetto antidolorifico (spesso anche immediato) vantano un’azione curativa e rigenerativa su tendini, legamenti e ossa.

Si tratta di un trattamento semplice, non invasivo e privo di effetti collaterali rilevanti: è controindicato soltanto per i soggetti portatori di pacemaker, per i pazienti affetti da neoplasie o patologie della coagulazione del sangue e per le donne in gravidanza.

Per quanto riguarda il dolore avvertito è possibile provare fastidio nella regione interessata dal momento che il trattamento di una regione infiammata coinvolge le fibre nervose sensitive: si tratta di un dolore che non richiede alcun ausilio anestetico e che tende ad attenuarsi dopo alcuni minuti dall’inizio della seduta. La percezione del dolore può variare da soggetto a soggetto.

Nella maggior parte dei casi questa terapia viene associata alla terapia manuale eseguita dall’osteopata o dal fisioterapista, per amplificarne gli effetti benefici e accelerare la guarigione.