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L’importanza dell’osteopatia nel colpo di frusta

Cos’è il colpo di frusta?

incidente

Il colpo di frusta è un meccanismo di accelerazione-decelerazione di energia trasferita al collo. Può essere provocata da un impatto posteriore o laterale dovuto alla collisione di un veicolo a motore, ma si può manifestare anche sbattendo contro un ostacolo, mentre si pattina o durante una partita di calcio, durante un tuffo o in altri incidenti. L’impatto può provocare lesioni ossee o dei tessuti molli (lesioni da colpo di frusta), che a loro volta, possono portare a una varietà di manifestazioni cliniche (disturbi associati al colpo di frusta).

Quali sono le cause del colpo di frusta?

La causa del colpo di frusta molto comune è l’esito di un incidente automobilistico. Il tipo di incidente che provoca questo tipo di infortunio si verifica quando un veicolo fermo viene urtato da dietro(1-2). L’occupante del veicolo fermo riceverà un tipo di colpo di frusta “da accelerazione”, ma l’occupante del veicolo che tampona quello fermo soffrirà di un colpo di frusta “da decelerazione”. Questi due tipologie possono presentare diversi problemi rispetto ai tessuti lesionati. Una lesione da colpo di frusta può essere provocata da una collisione frontale o laterale.

Quali tessuti corporei vengono interessati nel colpo di frusta?

Le zone corporee interessate saranno sicuramente il tratto cervicale e dorso-costale direttamente, ma anche zone distanti come il tratto lombo-sacrale, il bacino, il tratto viscerale fino ad arrivare al cranio.

Per ogni tipologia di tessuto possono esserci delle lesioni specifiche:

Muscoli: Muscolatura cervicale anteriore e posteriore, muscoli scaleni;
Legamenti: Leg. Longitudinale anteriore e posteriore, leg. Intervertebrali, leg. Zigoapofisari;
Articolazioni: distorsione o frattura dell’articolazione zigoapofisari, Ernia del disco intervertebrale;
Nervi: Plesso brachiale, radice del nervo cervicale, catena dell’ortosimpatico;
Altro: Ischemia dell’arteria vertebrale, danno esofageo, tracheale o laringeo, ematoma retrofaringeo, sindrome dello stretto toracico.

Quali sono i sintomi del colpo di frusta?

Il quadro comune del colpo di frusta è quello d’immobilità e di dolore cervicale. Di solito, è associato a cefalea e dolore al torace e ulteriori sintomi possono comprendere vertigini, acufene, vista annebbiata, e molti altri esiti psicologici, come rabbia, depressione, irritabilità, mancanza di concentrazione, nervosismo e ansia.
I sintomi, generalmente, non si manifestano immediatamente dopo l’incidente, il paziente può tornare a casa o al lavoro e scoprire, con il passare delle ore, che i sintomi si stabilizzano.(3) Il quadro clinico si sviluppa, in pochi giorni può anche peggiorare. Quest’intervallo, seguito da un intensificarsi dei sintomi, è, probabilmente dovuto al tempo richiesto dall’edema e dall’emorragia per accumularsi nelle strutture dei tessuti molli interessati. Sono queste alterazioni delle strutture dei tessuti molli che, in seguito, creeranno una riduzione dei movimenti e il dolore così caratteristico di una sindrome acuta da colpo di frusta.

Come può aiutare l’osteopatia?

Un esame anamnestico scrupoloso è di notevole importanza, bisogna fare delle domande precise in modo tale da rilevare maggiori informazioni sull’incedente subito.
Di primaria importanza è chiedere al paziente se è stato sopposto a controlli clinici medici e strumentali, per escludere possibilità di frattura delle faccette articolari (durante la fase estensiva del trauma), o in casi estremi può verificarsi anche la frattura del processo spinoso. Una volta letta la cartella clinica del paziente, ed avendo escluse eventuali “red flag”, possiamo proseguire con la nostra anamnesi.

Alcune domande da esporre al paziente potrebbero essere:
– L’impatto era prevedibile o inaspettato?
– La persona guardava nello specchietto retrovisore?
– Il conducente aveva il piede sul freno?
– Il paziente era il conducente o il passeggero?
– Il paziente aveva le mani sullo sterzo?
– Il paziente aveva la cintura di sicurezza?

Tutte queste informazioni (e molte altre) dovranno essere integrate e interpretate dall’osteopata.
Successivamente si passa all’esame obiettivo, per visualizzare la globalità del corpo, dove il paziente verrà osservato a 360°.
Fatto ciò, inizia il vero e proprio lavoro osteopatico. Il corpo verrà lavorato nella globalità e non solo la zona interessata dal dolore, perché anche zone lontane possono andare in disfunzione dopo un colpo di frusta.

Terremo conto del Cranio, del foro lacero posteriore, per il passaggio delle arterie, vene e nervi, tra cui tre nervi cranici: il glossofaringeo (IX), il vago (X) e l’accessorio (XI). Quindi se tra le sintomatologie dei pazienti, vengono descritte sensazione di nausea, vertigini, spossatezza, sappiamo che questo punto è da testare. Nel caso in cui la persona abbia sbattuto la testa contro il cruscotto, contro il volante o altri oggetti: l’osteopatia, porterà la sua attenzione alle dinamiche cranio sacrali e alla mobilità delle ossa della testa.(3)

Cranio

Disturbi dell’articolazione temporomandibolare sono possibili conseguenze riportate in seguito a colpo di frusta anche se occorre investigare in futuro questa correlazione per comprenderne al meglio la natura.(4)

Prenderemo in considerazione il tratto cervicale alto, precisante C0-C1-C2 e i muscoli sotto-occipitali, successivamente il tratto cervico-dorsale, C7-T1 e il tessuto nervoso (plesso brachiale) per eventuali cervico-brachialgie, formicolii agli arti superiori. Verranno testate le clavicole, lo sterno, le coste, che potrebbero aver subito un trauma da compressione con la cintura di sicurezza.

Da non trascurare, soprattutto nell’ottica osteopatica, sono i disturbi a livello viscerale: se pensiamo di scuotere un barattolo avremo ripercussioni di tale movimento anche nel contenuto (visceri) e non solo nel vasetto contenitore (apparato muscolo-scheletrico). Anche in questo caso l’osteopatia, tramite l’approccio definito “osteopatia viscerale” si dedica alla manipolazione di tali strutture.

Non ultima cosa, sarà la valutazione del tratto lombo-sacrale, dell’osso sacro, del bacino e degli arti inferiori che potrebbe aver subito delle disfunzioni a causa del forte movimento di flesso-estensione del tratto cervico-dorsale.

Infine, desidero precisare che il trattamento del colpo di frusta deve essere affrontato con un’ottica multidisciplinare, a partire da un’accurata diagnosi medica e ove fosse necessario, un periodo di riposo, eventualmente con l’utilizzo di farmaci e di un collare ortopedico per mantenere protetto il collo sino a quando si rivelasse necessario (su prescrizione medica). Poi, già a partire dal primo mese postraumatico, sarà fondamentale l’approccio fisioterapico e quello osteopatico, come esposto in precedenza.

Bibliografia
1. Bogduk N. (1986), “The Anatomy and pathophysiology of whiplash”, in Clin. Biomech., n.1, pp.92-101.
2. La Rocca H. (1978), “Acceleration injuries of the neck”, in Clin. Neurosurg., n.25, pp. 205-217.
3. Sterling M, Treleaven J, Jull G. “Responses to a clinical test of mechanical provocation of nerve tissue in whiplash associated disorder.” Man Ther. 2002 May;7(2):89-94.
4. Häggman-Henrikson B1, List T, Westergren HT, Axelsson SH. “Temporomandibular disorder pain after whiplash trauma: a systematic review.” J Orofac Pain. 2013;27(3):217-26.

Piero Haag o Agga
Fisioterapista-Osteopata

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