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Se soffri di dolori alla cervicale sarai sicuramente felice di sapere che esiste un trattamento indolore ed efficace, in grado di alleviare il dolore e di ridurre l’infiammazione nella regione del rachide in tempi relativamente brevi: stiamo parlando della diatermia, spesso più conosciuta con il nome di tecarterapia.

Ma come funziona?

Quali sono i suoi obiettivi?

Quante sedute servono per ridurre il dolore?

Scopriamolo insieme.

Tecarterapia cervicale

La cervicalgia è un disturbo muscolo-scheletrico piuttosto comune caratterizzato da un dolore localizzato in corrispondenza della zona posteriore del collo e che può essere associato a formicolio e alterazione della sensibilità , deficit di forza, dolore che si irradia.

Un metodo efficace per ridurre la sintomatologia è senza dubbio la diatermia, comunemente conosciuta come tecarterapia, una terapia fisica strumentale che sfrutta la radiofrequenza (trasferimento di energia) per migliorare l’ossigenazione e la perfusione sanguigna di muscoli e articolazioni al fine di un recupero funzionale in tempi rapidi.

La tecarterapia risulta efficace sia nei casi di cervicalgia muscolo-tensiva e torcicollo (grazie all’effetto miorilassante e di riattivazione della circolazione sanguigna e linfatica riduce o elimina infatti contratture e infiammazioni), sia nei casi di cervico-brachialgia (in questo caso l’azione del manipolo deve essere estesa anche a spalle e braccia colpite da dolore e intorpidimento).

Tecar è l’acronimo di Trasferimento Energetico CApacitivo REsistivo.

La scelta del tipo di energia da trasferire (capacitiva o resistiva) si fa in base alla problematica da trattare.

Ma qual è la differenza?

La modalità capacitiva è indicata per la cura dei tessuti molli con una bassa resistenza alla corrente: cute, muscolatura superficiale, vasi sanguigni e linfatici.

La tecarterapia in modalità resistiva invece va a trattare i tessuti con un’elevata resistenza al passaggio di corrente come tendini, legamenti, articolazioni, cartilagine e le strutture muscolari più profonde.

Tecarterapia: come funziona e quante sedute occorrono

Si tratta di una terapia assolutamente indolore e non invasiva che sfrutta un dispositivo particolare, basato sul “principio fisico” del condensatore, in grado di sviluppare energia che può creare calore all’interno della regione anatomica da trattare.

Con la diatermia,l’energia viene stimolata direttamente all’interno del tessuto, quindi per via endogena.

I suoi principali effetti benefici sono:

  • Effetto analgesico: riduce il dolore già dopo la prima seduta
  • Effetto antinfiammatorio: la riattivazione della circolazione sanguigna nella regione dolorante stimola la guarigione dei tessuti in modo naturale
  • Effetto decontratturante: grazie all’azione miorilassante
  • Velocizza i tempi di guarigione

La seduta si svolge in modo davvero semplice: il paziente viene fatto sdraiare sul lettino con la parte da trattare scoperta.

Si applica sulla zona una crema specifica, inodore e a base di acqua (l’eccesso di crema verrà rimosso al termine del trattamento) per facilitare la trasmissione dell’energia che il terapista eseguirà utilizzando la piastra mobile collegata alla macchina.

Il trattamento è piacevole e rilassante.

Ma quanto dura una seduta e quante sedute occorrono?

Questo dipende dalla gravità della patologia da curare. Ogni paziente è un’identità unica ed ogni trattamento va studiato in base alle necessità ed esigenze dalla persona.

Generalmente una seduta di Tecarterapia ha una durata massima 30/40 minuti e un ciclo completo comprende circa 10 sedute totali (con cadenza di 2-3 volte a settimana), sebbene i primi benefici possano essere apprezzati già dopo 4/5 sedute.

Il trattamento tecar può essere associato ad un trattamento manuale: massoterapia decontratturante, manipolazione articolare, trattamento osteopatico, chinesiterapia.

Non esistono effetti collaterali, mentre è controindicata per persone:

  • Portatori di pacemaker
  • Affetti da neoplasie
  • Soggetti termosensibili
  • Donne in gravidanza
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